PRESENTAZIONE DEL NUOVO LIBRO :
l’Associazione Culturale Porza, un movimento artistico internazionale d’avanguardia, e la storia delle sue “Case di Porza” destinate agli artisti. Il giornalista, storico e critico d’arte ticinese Dalmazio Ambrosioni ha ampiamente documentato, analizzato e scritto su questa realtà culturale e sul patrimonio architettonico e storico di Porza (come i suoi contributi nel volume Il divenire di Villa Pia). [1, 2]
La storia delle “Case di Porza” e l’Associazione
- Il Movimento (1923–1940): Fondata dal barone Werner von Alvensleben, l’Associazione Culturale Porza nacque nel piccolo villaggio collinare sopra Lugano. Divenne in breve tempo una rete culturale e pacifista di dimensioni europee (con sedi a Berlino e Parigi), accogliendo oltre 3.500 membri tra cui nomi illustri come Le Corbusier, Jean Cocteau e Antoine de Saint-Exupéry. [1, 2]
- Il concetto di “Case Porza”: Il progetto nacque inizialmente con la creazione di 41 case per artisti a Porza (e una a Cadempino). Si trattava di residenze e atelier diffusi pensati per ospitare e far cooperare artisti, scienziati e scrittori in totale libertà. Il modello si espanse poi con altre sezioni e strutture gestite a livello internazionale. [1, 2]
- La fine: Considerata un covo di intellettuali liberi, l’associazione subì l’ostilità e la censura del regime nazista in Germania, scomparendo definitivamente con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. [1]
I testi e i contributi di Dalmazio Ambrosioni
Ambrosioni ha curato cataloghi, saggi storici e articoli per far riemergere dall’oblio questa straordinaria avventura intellettuale: [1]
- Il divenire di Villa Pia: Ambrosioni ha firmato importanti approfondimenti storici legati alla villa ottocentesca di Porza (oggi sede della Fondazione Erich Lindenberg), centro nevralgico della memoria artistica locale. [1, 2]
- Saggi e articoli sull’Associazione: Attraverso testate specializzate, come i suoi approfondimenti per Ticino Welcome, ha ricostruito la fitta rete di relazioni internazionali e la nascita delle iconiche “Case”. [1]
Dalmazio Ambrosioni è un noto giornalista culturale, scrittore, storico e critico d’arte svizzero attivo principalmente nel Canton Ticino. Si occupa diffusamente di critica e storia dell’arte, oltre che di fotografia. [1, 2, 3]
Profilo e Carriera
- Formazione: Ha studiato Lettere all’Università Cattolica di Milano, specializzandosi nell’analisi del linguaggio visivo. [1, 2]
- Giornalismo: È stato per quindici anni il redattore responsabile dell’inserto culturale del Giornale del Popolo a Lugano. Ha inoltre diretto la rivista Il Lavoro e collabora regolarmente con diverse testate e riviste culturali, tra cui la pagina dell’arte de L’Osservatore e il periodico Ticino Welcome. [1, 2, 3]
- Curatela e Mostre: Cura frequentemente esposizioni e mostre dedicate ad artisti contemporanei svizzeri e internazionali legati al territorio ticinese (come Pierre Casè, Gianni Realini e Giampiero Reverberi). [1, 2, 3]
- Associazionismo: È stato presidente dell’Assi (Associazione degli Scrittori della Svizzera Italiana). [1]
- Pubblicazioni: È autore di numerose monografie d’arte, saggi e volumi storici, oltre a dirigere le Edizioni Arte e Comunicazione. [1, 2]